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MUSICA

2009

Arriva il secondo singolo di Alessio Longoni: “Passerà”

26/07/2010

"Alter Igor" L'album di Igor
Cantautore astigiano, che pubblico e critica stanno decretando come il più interessante ed originale artista del nuovo panorama italiano
Foto


Dice IGOR: “Le dita nel naso rappresenta la genesi, l'inizio del viaggio, lo start emotivo: dopo quel pezzo ho partorito tutto il resto del progetto. E' stato lo step fondamentale per liberarmi di alcune barriere interiori e poter esprimere senza filtri le mie sensazioni più intime”.
L’album, Alter Igor, rappresenta costantemente il dualismo tra euforia e catalessi, momenti di grande entusiasmo e momenti down: aspetti opposti che arrivano però a coesistere; “spesso mi osserva dal di fuori, l’IO guarda il ME, poi il ME guarda l’IO, a volte ci capiamo, altre no, ma ce la mettiamo tutta…” 
E’ un libro che l’ha aiutato nel percorso: “Messaggio per un’aquila che si crede un pollo” di Anthony De Mello. IGOR: ”Oggi sono depresso come prima, ma adesso lo so! Ne ho preso consapevolezza! Nulla è cambiato, ma io ora, vedo le cosa da un’altra prospettiva e sto bene!”.
I testi hanno la presunzione di avere sia spessore sia immediatezza: si è messo a nudo parlando delle sue debolezze (“Sono depresso”, “Ho paura del buio” fino a “Vado dal dottore” che testimonia la sua ipocondria); parla dei sentimenti più profondi e intimi (“Libero da me”, “Una cosa sola”); ha voluto comunque trasmettere la sua carica positiva, la sua consapevolezza, la sua voglia di sdrammatizzare (“Il Tg delle buone notizie”, “Si può fare”,“Va tutto bene”).
Questo album è un viaggio nella sua interiorità, che ha inizio con “Le dita nel naso”, primo step fondamentale per arrivare a comprendersi davvero: “mettersi le dita nel naso” diventa il simbolo dello spogliarsi della propria ipocrisia, del proprio perbenismo, manifesta la volontà di essere trasparente e di vivere a contatto con le cose, con le persone, senza filtri, senza finzione.

BIOGRAMIA

Ciao, sono IGOR (al secolo Igor Nogarotto), cantautore astigiano.
18 anni di gavetta, iniziata nel coro della chiesa di Mombercelli (paesino dell’astigiano di 2.000 anime dove sono cresciuto), proseguita con il pianobar, le cover band, centinaia di concerti e alcuni album (Babele, Pensieri Nevrotici, Ho bisogno di Superman).Ora vivo a Bologna (dopo Roma, Milano, Aosta) ed ho iniziato l’attività che tutt’oggi mi permette di mantenermi: ho aperto una mia agenzia di spettacolo ed etichetta discografica, la SAMIGO, che dalle prima produzioni musicali, si è sviluppata oggi nell’organizzazione di eventi con i principali comici di Zelig e Colorado Cafè.
Da circa 3 anni, ho rimesso mani-cervello-stomaco sulla Mia Musica, senza cui non respiro.
E Alter Igor, il nuovo album è il primo lavoro che mi soddisfi realmente! IN TOTO. Vedo ben rappresentata la mia schizofrenia, la mia capacità sviluppatasi nel tempo di trattare tematiche anche “difficili” con una certa leggerezza, sdrammatizzando, ironizzando (senza mai cadere nel trash). E’ stato un libro che mi ha aiutato nel mio percorso: “Messaggio per un’aquila che si crede un pollo” di Anthony De Mello. Oggi sono depresso, come prima, ma adesso lo so! Ne ho preso consapevolezza! Nulla è cambiato, ma io, ora, sto bene! L’album, Alter Igor, rappresenta costantemente il dualismo tra euforia e catalessi, momenti di grande entusiasmo e momenti down: aspetti opposti che arrivano però a coesistere; spesso mi osservo dal di fuori, l’IO guarda il ME, poi il ME guarda l’IO, a volte ci capiamo, altre no, ma ce la mettiamo tutta… J I testi hanno la presunzione di avere sia un certo spessore sia una certa immediatezza: mi sono messo a nudo parlando delle mie debolezze (da “Sono depresso a “Ho paura del buiofino aVado dal dottoreche testimonia la mia ipocondria); ho parlato dei miei sentimenti più profondi e intimi (“Mamma Ciao”, “Una cosa sola”); ho voluto comunque trasmettere la mia carica positiva, la mia consapevolezza, la mia voglia di sdrammatizzare (“Il Tg delle buone notizie”, “Si può fare”, “Va tutto bene”). Questo album è un viaggio nella mia interiorità, che ha inizio con “Le dita nel naso”, primo step fondamentale per arrivare a comprendersi davvero: “mettersi le dita nel naso” diventa il simbolo dello spogliarsi della propria ipocrisia, del proprio perbenismo, manifesta la volontà di essere trasparente e di vivere a contatto con le cose, con le persone, senza filtri, senza finzione. Questo esprime in sostanza il progetto Alter Igor, in sostanza la mia personalità. La copertina riprende il concetto dell’Arcimboldo, pittore italiano del ‘600, noto soprattutto per le sue grottesche "Teste Composte", ritratti burleschi eseguiti combinando tra loro, in una sorta di Trompe-l'œil, oggetti o cose dello stesso genere (prodotti ortofrutticoli, pesci, uccelli, libri) collegati metaforicamente al soggetto rappresentato, in modo da desublimare il ritratto stesso. Invece di fiori e frutti, ci sono degli strumenti musicali, appartenenti a tanti generi diversi (come tante e diverse sono le sfumature ed i colori della mia anima), ma seppur diversi, gli strumenti vanno a comporre un volto, un elemento unico. Quel volto, meglio di ogni altra cosa, descrive in sintesi il senso del mio progetto. www.alterigor.it



67 Mostra del Cinema di Venezia

 
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