Al via la campagna Anlaids per il 1 dicembre, Giornata mondiale contro l’AIDS
Martedì 27 Novembre 2018

Al via la campagna Anlaids per il 1 dicembre, Giornata mondiale contro l’AIDS

Tra i testimonial Tiziano Ferro, Giorgio Panariello, Maria Pia Calzone, Fabio Volo, Rudy Zerbi, The Jackal, Giulia Valentina, Paola Turani

Antonio Galluzzo
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Quattro lettere che conosciamo da quasi 40 anni e che ancora ci spaventano: oggi per fortuna non si muore più di AIDS, grazie alla ricerca sono stati fatti progressi incredibili,  ma l’infezione è molto lontana dall’essere stata sconfitta. I numeri restano preoccupanti, soprattutto a causa della disinformazione diffusa non solo tra le categorie ritenute più esposte, ma anche nella popolazione generale, spesso inconsapevole di avere avuto comportamenti a rischio.  
 
La Giornata mondiale contro l’AIDS del 1 dicembre è nata per risvegliare la coscienza sull’epidemia planetaria dovuta alla diffusione del virus HIV e Anlaids scende ancora in campo per informare e sensibilizzare il maggior numero di persone: è necessario contrastare l’atteggiamento - fin troppo diffuso - di credere che le malattie sessualmente trasmissibili rappresentino un rischio lontano da ognuno di noi. Il claim di questa campagna - firmato da Paolo Iabichino, che ha ricevuto il Premio Pirella Comunicatore dell’anno 2018 - è molto forte e decisamente diretto: “TI RIGUARDA”, un chiaro invito rivolto a tutti, nessuno escluso. Infatti in Italia circa il 40% dei casi di HIV è diagnosticato in modo tardivo, mantenendo alta la circolazione del virus nella popolazione generale, e a questo va aggiunto un 30% stimato di persone - un dato altissimo - che inconsapevolmente continuano a favorire la trasmissione del virus. E sono in aumento esponenziale di rischio di contagio proprio le categorie ritenute meno esposte: omosessuali e tossicodipendenti risultano essere i più informati. Oggi è essenziale più che mai continuare a sensibilizzare l’opinione pubblica, perché tutti siano consapevoli del proprio stato di salute, perché non si smetta mai di parlare di prevenzione. 
 
Anlaids ha dunque ideato una campagna nazionale - patrocinata dal Comune di Milano, che prevede affissioni in 14 città italiane a partire dal 27 novembre - interpretata da personaggi che rappresentano l’eccellenza del mondo della musica, della televisione, del cinema e dell’universo digitale. Anlaids esprime profonda gratitudine a tutti i protagonisti della campagna #TIRIGUARDA: Tiziano Ferro (cantautore), Fabio Volo (scrittore, conduttore, attore), Giorgio Panariello (attore), Maria Pia Calzone (attrice), Rudy Zerbi (papà e conduttore), The Jackal (video maker, collettivo artistico), l’influencer e conduttrice Giulia Valentina e la modella e influencer Paola Turani.
 
Il fotografo ufficiale è Daniele Barraco, che ha realizzato anche un video con un montaggio degli intensi ritratti dei testimonial catturati dal suo obiettivo per il progetto.
 
“Grazie alla partecipazione sentita di tutti i personaggi che hanno aderito prestando il proprio volto a favore di una testimonianza coinvolgente e consapevole” - informa Bruno Marchini, Presidente nazionale Anlaids Onlus - “la campagna parlerà dai muri di Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Genova, Mantova, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Roma, Torino e Treviso”. 

La campagna Anlaids 2018 è stata ideata dal direttore creativo Paolo Iabichino: “Questa è una campagna da leggere. Il mio scrivere è come uno specchio per chi avrà voglia di attraversare le parole, riconoscendosi nell’eventualità. Che può essere remota fino a che non ci tocca. E invece il diffondersi del virus HIV è qualcosa che ci riguarda tutti. Come uomini e donne, come genitori e figli, come mariti, mogli, amanti e individui a cui la campagna chiede una maggiore consapevolezza rispetto ai temi che impegnano Anlaids ogni giorno. Non solo il primo dicembre”. 

“Le abbiamo provate tutte” - dice Carmine Falanga, Responsabile progetti e iniziative speciali di Anlaids, artefice della campagna - “dallo spot dell’alone viola che fece tanto discutere negli anni 90, alle campagne dedicate alle categorie considerate maggiormente a rischio, fino a quelle più recenti, con messaggi più soft. Si è resa evidente la necessità di un nuovo messaggio che sensibilizzi l’opinione pubblica senza creare inutili allarmismi: mi piace definire questa campagna “all inclusive”, per sottolineare che nessuno è escluso da questa lotta o può sentirsi immune. L’AIDS ancora oggi deve interessare l’intera società”.
 
“I numeri oggi, anche in Italia, sono ancora allarmanti: all’anno sono 4.000 le nuove diagnosi di infezione da HIV - dato stabile negli ultimi 5 anni - con un incremento registrato negli ultimi due anni di nuove infezioni nella fascia d’età tra i 25 e i 29 anni. In particolare la Lombardia, con circa 20.000 persone affette da HIV e AIDS (e Milano che ne registra 400 all’anno) è tra le regioni con la maggior concentrazione di pazienti, insieme a Lazio, Emilia Romagna e Liguria. Il numero delle nuove diagnosi si è mantenuto costante, con un aumento delle persone affette da HIV che convivono con la malattia mantenendo una buona qualità di vita grazie allo sviluppo di nuove cure”
 dichiara il Prof. Andrea Gori, (Direttore Unità Operativa Malattie Infettive, Fondazione IRCCS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Università degli Studi di Milano) e membro del direttivo di Anlaids Lombardia.

La campagna durerà oltre due settimane: sono state valutate con attenzione le zone di affissione, bilanciando l’esposizione tra centri e periferie e con formati diversi, dai 140 x 200 fino ai 6 x 3.
 
Questa campagna vuole favorire la costruzione di una società organizzata in grado di guardare la malattia con uno spirito positivo e informato: sarà un’occasione preziosa per comunicare i passi avanti compiuti dalla ricerca medica e scientifica e le nuove opportunità di protezione e di cura. Anlaids, che ha tra i suoi associati i migliori scienziati italiani nel campo dell’infettivologia, è da sempre impegnata a finanziare gli sforzi di chi indaga gli aspetti ancora insoluti dell’infezione da HIV e dell’AIDS, attraverso l’erogazione di Borse di studio e premi, l’organizzazione e il patrocinio di congressi, corsi di formazione e l’aggiornamento del personale socio sanitario. Sono notevoli le scoperte in campo scientifico dei ricercatori sostenuti da Anlaids, pubblicate su numerose e importanti testate internazionali: prevenzione e informazione restano sempre tra gli obiettivi chiave per il controllo dell’AIDS.

Le parole dei testimonial:
Tiziano Ferro 
HIV e AIDS sono ancora temi attualissimi. Le categorie a rischio sono cambiate, i luoghi comuni rischiano di distrarre l’attenzione dall’obiettivo principale: la prevenzione. E’ bene tornare a parlare dei rischi ma è ancora più giusto parlare di “soluzioni”. Invito i ragazzi, specialmente molto giovani, a porsi una domanda: quanto conosco davvero del tema HIV e AIDS?. 

Giorgio Panariello 
L’Aids riguarda tutti, soprattutto quelli che credono di non essere a rischio. L’Aids ci riguarda. 

Maria Pia Calzone 
Questa campagna è importante perché afferma oltre a un principio di salute un principio di civiltà. Non riguarda solo la prevenzione possibile (e necessaria) per il singolo, ma anche per la collettività. Il diritto alla salute, come tutti i diritti, secondo me passa attraverso il dovere che abbiamo nei confronti della comunità dalla quale esigiamo di essere rispettati. Ecco... dunque il diritto alla salute mio o di mio figlio passa attraverso il mio dovere di farmene carico. 

Fabio Volo 
Non parlare più di un problema non significa averlo risolto. L’AIDS è un tema ancora attuale, la disinformazione è nemica della salute. Dobbiamo fare il test, dobbiamo occuparcene perchè ci riguarda. Tutti. 

Rudy Zerbi 
Sono padre di quattro ragazzi e un genitore ha il dovere di proteggere i propri figli da ogni pericolo. La disinformazione e l’informazione approssimativa sono grandi pericoli, credo nella forza di questa campagna che racconta a tutti che purtroppo l’AIDS è ben lontano dall’essere stato sconfitto e che non dobbiamo abbassare le difese. 

The Jackal 
Quando fate l'amore non fate gli ingenui e usate il preservativo. 

Giulia Valentina 
Avevo chiesto a delle compagne di università di accompagnarmi a fare il test dell’HIV e alcune risposte mi avevano fatto sentire in imbarazzo: “Io non ho bisogno di farlo, mica vado in giro a darla via”. Questo è uno dei motivi per cui ho voluto partecipare a questa campagna: perché fare il test è un atto di rispetto verso se stessi e verso gli altri. Perché se noi per prime non facciamo il test non possiamo pretendere di chiedere al nostro compagno di farlo. Perché fare il test non ci etichetta in nessun modo, anzi è un gesto di grande responsabilità. Vorrei essere, per le ragazze che mi seguono sui social, l’amica che le accompagna e si informa con loro. 

Paola Turani 
Anche io ho voluto far parte di questa campagna perchè credo non si parli mai abbastanza di questo argomento; avendo un pubblico social ampio, composto per la maggior parte da ragazze giovani, mi impegnerò a diffondere il messaggio sui miei canali. il silenzio e l'ignoranza creano pregiudizio e disinformazione... sono convinta che solo parlandone apertamente si possano sensibilizzare e avvicinare le persone a questo problema che riguarda tutti. 

AIDS

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