After Miss Julie visto al Franco Parenti
Mercoledì 12 Dicembre 2018

After Miss Julie visto al Franco Parenti

Gabriella Pession, Lino Guanciale in un gran bello spettacolo esaltato anche dai particolari

Valeria Prina
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Ben oltre Strindberg e la sua Signorina Giulia. Partendo da quel testo, After Miss Julie, ora a Milano al Teatro Franco Parenti, va oltre sotto molti aspetti e sembra quasi una partitura musicale, dove ogni nota, ogni elemento concorre a creare un gran bello spettacolo. Anche i particolari hanno rilievo: le luci, oltre a indicare lo scorrere delle ore, concentrano l'attenzione sui diversi momenti; la musica, che dapprima filtra dall'esterno, diventa sempre più invadente, quasi a simboleggiare i pregiudizi generali e insieme aiuta a datare il momento ai giorni della Liberazione dall’occupazione nazifascista, vissuti in una grande villa alle porte di Milano: in particolare la notte del 29 aprile 1945. A fare da scenografia è una cucina fumosa, che indica le difficoltà vissute con la guerra, ma anche la ricchezza di una famiglia che nel 1945 poteva disporre di un frigorifero.

A dominare su tutto sono i tre attori, perfettamente nel loro ruolo. Gianni (Lino Guanciale) è il trentenne autista di casa: lo vediamo in cucina, dove sta lavorando la fidanzata Cristina (Roberta Lidia De Stefano), cuoca. Qui arriva Giulia (Gabriella Pession), la «signorina», un termine che indica uno stato sociale, ma anche la sua verginità e innocenza, che in questi giorni della Liberazione ha deciso di accantonare. Con dei piccoli particolari comprendiamo che il gioco di seduzione per Giulia sta iniziando. Lei con le movenze pensa di poter innalzare lui, che alla fine si sente legittimato a iniziare un sottile gioco che dovrebbe abbassare lei al suo livello. Abbandonato quel modo volgarotto, che coinvolgeva anche il tono della voce, inizia a parlare in francese: il gioco della seduzione è chiaro che sta prendendo il via anche per Gianni. Solo alla fine tornerà a un modo e a un linguaggio pesantemente volgare, questa volta indice non più di una classe sociale, ma della convinzione di essere superiore a lei in quanto uomo. Gianni non capisce la sua voglia di libertà e giudica Giulia solo basandosi sul fatto che si è concessa a lui e questo concedersi allora poteva essere visto solo negativamente, con unica spiegazione la pazzia, unita a una dose di licenziosità. Contrapposto, ma non esemplare - e viene da chiedersi quanto Gianni riesca a comprenderlo - è il modo di intendere l'essere donna di Cristina, che, nemmeno tutta cucina e chiesa, in rispetto di quei tempi, finisce col dare per inevitabile il comportamento di lui: va bene le corna, ma che non si sappia in giro. Ugualmente contrapposti e decisamente indicativi appaiono gli abiti: Giulia con uno svolazzante abitino blu elettrico, che lei fa svolazzare ancor di più, portato con scarpe e borsettina rossa; Cristina, smesso il grembiule, con un tranquillo completino della domenica (di allora).

La storia ha inevitabilmente connotati erotici, che mai però sfociano nel pruriginoso o, peggio, nel pornografico. A delimitare stretti contorni è la personalità di Giulia, che, agli occhi di oggi, appare soprattutto decisa a uscire da quella gabbia in cui l'hanno reclusa, convinta di poter considerare quei giorni di festa come momenti di liberazione delle donne da pregiudizi e convenzioni, scritte da chi le donne le vedeva solo come madri e angeli del focolare.

Se la notte porta a comportamenti che fino a poco tempo prima potevano sembrare imprevedibili, la mattina successiva gli abbigliamenti saranno chiari indizi di quanto successo, ma le reazioni saranno ancor più imprevedibili. Molto più marcate le reazioni del pubblico con lunghi applausi, a dimostrazione di quanto sia stata azzeccata la scelta di Gabriella Pession di portare in Italia questo testo di Patrick Marber, qui esaltato dalla perfetta regia di Giampiero Solari.

After Miss Julie
di Patrick Marber
traduzione Marco Casazza
con Gabriella Pession, Lino Guanciale e Roberta Lidia De Stefano
regia Giampiero Solari
scene costruite presso il laboratorio del Teatro Franco Parenti e FM Scenografia
costumi realizzati presso la sartoria del Teatro Franco Parenti diretta da Simona Dondoni
foto di Noemi Ardesi
produzione Teatro Franco Parenti
a Milano al Teatro Franco Parenti dall’11 al 23 dicembre 2018 e in tournée da gennaio a Civitavecchia, Gallarate, Casale Monferrato, Sanremo, Busto Arsizio

 

 

After_Miss_Julie
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