After Miss Julie prossimamente al Franco Parenti
Mercoledì 21 Novembre 2018

After Miss Julie prossimamente al Franco Parenti

Ambientato nei giorni della Liberazione è la riscrittura del dramma di Strindberg. In scena Gabriella Pession, Lino Guanciale

Valeria Prina
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All'inizio è stato un innamoramento: Gabriella Pession racconta di aver visto After Miss Julie a Londra, dove era in scena suo marito Richard Flood e di essersi innamorata del testo. Da lì a decidere di acquistarne i diritti e volerlo portare in scena in Italia il passo è stato breve. Successivamente, racconta di essere riuscita a coinvolgere nel progetto Lino Guanciale, con cui stava girando La porta rossa e che dice di essere rimasto favorevolmente colpito, perché non si tratta di un semplice adattamento a un'epoca recente, ma l’adattamento ha un valore politico. Ugualmente coinvolta è stata Andrée Ruth Shammah, che a sua volta ha puntato su Giampiero Solari come regista. Ora, a distanza di un paio d’anni dalla prima decisione After Miss Julie è prossimo al debutto: dal 23 novembre a Pavia, poi, tra l’altro, a Firenze, Carrara, Arezzo e dall’11 dicembre a Milano al Teatro Franco Parenti per poi proseguire la tournée. Vediamo come si annuncia in 10 punti (più uno).
1- L'origine. Alla base è La Signorina Giulia di Strindberg nella riscrittura di Patrick Marber. Nella versione che va in scena nel nostro Paese l'ambientazione è in Italia. 2- Quando. Nella versione inglese la vicenda si svolge nella notte dei festeggiamenti per la vittoria dei Laburisti nel 1945, a guerra finita. Qui è la notte del 29 aprile 1945,durante i festeggiamenti per la Liberazione dall’occupazione nazifascista, con una nuova nazione che nasceva, quando la società italiana andava incontro a forti trasformazioni e anche per le donne sembrava che tutto potesse cambiare. In Strindberg la vicenda si svolge nella notte della festa di San Giovanni.
3- La musica. Non è un semplice contorno, perché aiuta a collocare la storia nel tempo. Si sente infatti una banda che intona musiche facilmente identificabili. Si sente anche Sola me ne vò per la città, una canzone scritta nel 1945 e che nel testo ha un chiaro riferimento alla guerra e infatti è inserita in molti documentari che parlano della Liberazione del Nord dal nazifascismo.
4- Dove. Il regista dice di aver pensato a una villa vicino a Milano. A Peschiera Borromeo.
5- L'ambientazione. Tutto si svolge in una cucina, che è chiaramente quella di una famiglia abbiente, dove si muovono i domestici. E’ una scena in bianco e nero, come sono le foto di quell’epoca. Una idea della scenografia la si può avere dalla foto scattata in occasione della presentazione della pièce.
6- I profumi. Sono una conseguenza dell'ambientazione in cucina: si sente l'odore del rognone realmente cucinato, del pane tostato, di sigarette e di altri piatti.
7- Lei. Giulia (Gabriella Pession) è la rampolla di una famiglia facoltosa, ma non felice. Ha avuto una infanzia difficile, con una madre che la vestiva da maschio. È come un uccellino in gabbia che, se ne uscisse, andrebbe a sbattere, perché nessuno gli ha insegnato a volare. Tutto questo emerge soprattutto dai discorsi tra Gianni e Cristina: viene definita matta, eccentrica, disturbata. Mi fa tenerezza - commenta Gabriella Pession - perché al di là delle parole audaci che pronuncia non ha nessuna esperienza.
8- Lui. Gianni (Lino Guanciale) è il giovane autista, capo della servitù. È il primo degli ultimi - commenta Lino Guanciale -. Ha fatto carriera e fin da bambino è infatuato di Giulia, che rappresenta tutto quello che lui non sarà mai, perché lui è nato nella dependance. Così interpreta l'ossessivo tentativo di seduzione di Giulia non come un gioco, ma come un'occasione per travalicare i confini impostigli dalla sua classe sociale.
9- La promessa sposa di Gianni. Cristina (Roberta Lidia De Stefano), cuoca, che cucina veramente anche in scena, è la tipica donna di casa di un tempo e accetta le corna del compagno. Potremmo pensare a Una giornata particolare, il film ambientato nel 1938 con il personaggio femminile costretto in una dimensione strettamente casalinga, fa notare Roberta Lidia De Stefano.
10- Il potere. Non è tanto un gioco erotico quello che conduce Giulia: è piuttosto una prova di potere di chi si è sempre sentita in gabbia ed è determinata a dimostrare che può a sua volta dominare qualcuno con l'arma del sesso.
11- E alla fine…

After Miss Julie
di Patrick Marber
traduzione Marco Casazza
con Gabriella Pession, Lino Guanciale e Roberta Lidia De Stefano
regia Giampiero Solari
produzione Teatro Franco Parenti
a Milano al Teatro Franco Parenti dall’11 al 23 dicembre 2018

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