Acuto, beffardo e malinconico,
Mercoledì 22 Marzo 2017

Acuto, beffardo e malinconico, "Benedetti da Parker" di Alessandro Agostinelli

Antonio Galluzzo
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È un mondo maledetto quello che ha concepito, cresciuto e qualche volta accompagnato alla morte i grandi artisti. È il mondo che ha visto nascere e morire i sogni di individui che cercavano se stessi dentro un assolo, con la forza rabbiosa di chi non ha nulla da perdere, mentre cambiavano per sempre il linguaggio musicale.

È il mondo in cui ha camminato anche Dean Benedetti, partito dallo Utah per cercare fortuna con il suo sax. Passando per il Nevada e poi approdando a Los Angeles, ha vissuto ai margini e registrato in presa diretta la nascita del bebop con Charlie Parker.

È l’incontro della vita, è ossessione pura quella per Bird. Finché, per sottrarsi alla giustizia americana, il “negro bianco” è costretto ad attraversare l’enorme mare in senso contrario. Non un viaggio verso il futuro o la speranza, ma dentro l’immobilità e l’amarezza. Meta finale: Torre del Lago, il paesino di suo padre e di Giacomo Puccini, tra gli amici al bar, le partite a dama e gli aspiranti musicisti che sognano l’America sulle note di 78 giri solcati come canyon. Nei due diversi continenti, le vite di Parker e Benedetti si bruciano alla stessa velocità. A trentaquattro anni.

Acuto, beffardo e malinconico, il romanzo di Alessandro Agostinelli racconta di un piccolo grande uomo del jazz, con pagine sincopate e ritmiche in cui la musica è la colonna sonora di una vicenda umana universale.

Acuto, beffardo e malinconico,

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