39 Scalini visto al Teatro Martinitt
Mercoledì 10 Aprile 2019

39 Scalini visto al Teatro Martinitt

Quattro attori per 39 ruoli, tante trovate, tante risate con un ritmo che travolge la spy story portata al cinema da Hitchcock

Valeria Prina
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Prendi un famoso regista e un suo thriller in bianco e nero, mixalo con quattro attori che valgono per 39 e aggiungi tanto colore: ecco 39 scalini, ora a Milano al Teatro Martinitt, che già dal titolo tradisce la sua  parentela con il film di Hitchcock dallo stesso titolo, ma noto anche come I 39 gradini o Il club dei 39. A sottolineare il rapporto concorrono gli accenni di musica da due dei film più famosi di Hitchcock, Psyco e La donna che visse due volte, mentre altri suoni giocano tra il thriller e il supercomico.

La storia di spionaggio è rimasta, ma raccontata con una vena comica. Al centro della spy story è Richard Hannay (Marco Zordan), che da una donna viene informato che un segreto importante per la nazione sta per essere confidato a una organizzazione di spie. Ma la donna viene uccisa in casa di Richard e, quel che più conta per gli spettatori, non è nemmeno una donna (basta uno sguardo a svelarlo).

Inizia la fuga di Richard per salvarsi da polizia e spie, mentre, in parallelo, si avviano tutti i meccanismi comici, sostenuti da un ritmo forsennato, anche utilizzando tutto ciò che offre lo spazio teatrale, grazie alla bella regia di Leonardo Buttaroni. Ci sono battute, giochi di parole divertenti, voci e accenti marcati. Gli oggetti si muovono, compaiono quando vengono citati, si dice telefono e questo viene portato in scena non tanto furtivamente e non aspettatevi che chiedendo un'auto ne appaia una vera e nemmeno che chi ne simula la guida si ricordi che in Inghilterra è a destra. In 39 Scalini i giochi e le sorprese sono tantissimi, ogni volta diversi, per toccare corde differenti, ma sempre con lo scopo di divertire e contemporaneamente portare avanti la storia, che comunque, inalterata, è quella del film di Hitchcock, con tanto di colpi di scena lungo il percorso e nel finale.

Tra trovate imprevedibili, travestimenti, qualche colpo di pistola, tanta fantasia e altrettante risate del pubblico emerge la versatilità degli attori (Alessandro Di Somma, Diego Migeni, Yaser Mohamed) che, instancabili e fantastici, danno vita a 38 personaggi sempre diversi o a sfaccettature differenti nel caso di Marco Zordan, unico a interpretare sempre lo stesso ruolo in fuga perenne. Il risultato è uno spettacolo che travolgendo diverte davvero e il pubblico del Teatro Martinitt reagisce con infinite risate.

All'origine, dicevamo, è il film di Hitchcock, ultimo del suo periodo inglese prima dell'arrivo in America. Nel 2005 Patrick Barlow lo ha adattato per il teatro, calcando su quell'aspetto umoristico che era già presente nel film, con la precisa richiesta che venisse portato in scena da quattro attori per tutti i ruoli (38+1). A Milano era arrivato nel 2008 in un altro teatro, con un'altra compagnia (tre attori, tra cui Manuel Casella al suo debutto a teatro e un’attrice). 

39 Scalini
di John Buchan
adattato da Patrick Barlow
regia di Leonardo Buttaroni
Con Marco Zordan (Hannay) e Alessandro Di Somma, Diego Migeni, Yaser Mohamed (impegnati in 38 ruoli)
Produzione AB Management
A Milano al Teatro Martinitt dal 4 al 21 aprile 2019

39_scalini

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