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TEATRO

2009

La Luna nel Pozzo al via il 3 settembre

11/08/2009

15 agosto con Tosca all'Arena di Verona
Sabato 15 agosto, con Tosca ultimo debutto dell’87° Festival areniano
Foto


Ultima ‘prima’ nel cartellone del Festival areniano targato 2009.
Sabato 15 agosto, alle ore 21, l’ultimo debutto della stagione: Tosca di Giacomo Puccini, opera che dal 1937 emoziona e appassiona il pubblico dell’Arena di Verona.
Con le sue 86 recite, Tosca è la settima opera più rappresentata. Proposta in 13 edizioni, quest’anno la si potrà ammirare nell’allestimento di Hugo De Ana, che ne ha curato regia, scene, costumi e luci.
La protagonista, Floria Tosca, è interpretata dal giovane soprano drammatico d’agilità Oksana Dyka e, al suo fianco, il pittore Mario Cavaradossi dal tenore siciliano Marcello Giordani, beniamino del pubblico areniano già dal 1991, quando interpretò il Duca di Mantova in Rigoletto, (a cui seguirono nel 2004 il Pinkerton di Madama Butterfly e nel 2007 Rodolfo di Bohème).
Il basso-baritono Ruggero Raimondi, che sulla scena mostra le sue qualità vocali unite a una matura presenza scenica, si misura nel ruolo del crudele e machiavellico Scarpia, (ricoperto anche nel 2002 e 2006 per la stessa opera), mentre il basso Alessandro Spina è in quello del prigioniero evaso Angelotti.

Completano il cast Roberto Abbondanza( Sagrestano),  Carlo Bosi (Spoletta), Paolo Orecchia (Sciarrone), Angelo Nardinocchi (Un carceriere) e Andrea Faustini (Un pastorello).
Sul podio, Pier Giorgio Morandi (che in questo Festival areniano ha diretto la Serata di Gala di Domingo e nel 2004 Il Trovatore di Giuseppe Verdi ).
Orchestra dell’Arena, Coro diretto dal maestro Marco Faelli. Il Coro di voci bianche A.d’A.MUS. è invece diretto da Marco Tonini.
Con Tosca, ultima ‘prima’, si chiude la rosa di opere liriche proposte nell’87° festival areniano, che proseguirà fino a domenica 30 agosto con Tosca, Aida e Carmen.
 
Le prossime repliche in programma di Tosca sono il 19, 22, 26, 29 agosto.

Tosca: l'opera pucciniana più discussa e più amataTosca 2006 - Regia di Hugo de Ana

Nella primavera del 1889 Giacomo Puccini espresse al suo editore Ricordi il desiderio di prendere spunto dall'allora famoso pezzo teatrale francese La Tosca, scritto dall'allora famoso (ora quasi completamente dimenticato) Victorien Sardou, per la stesura della sua prossima opera. Questo pezzo teatrale era stato composto per la grande Sarah Bernhardt, che interpretò la parte di Tosca alla prima rappresentazione di Parigi nel novembre del 1887, e che Puccini vide recitare nello stesso ruolo a Milano nel 1890 e di nuovo a Firenze nel 1895.


Sembra che per molti anni dopo la sua prima lettera appassionata a Ricordi, Puccini accantonò l'idea della Tosca mettendone in discussione l'efficacia come argomento operistico; forse questo era dovuto al fatto che per un po' di tempo Puccini dubitò seriamente che questo melodramma gli andasse davvero a genio.

Infatti fu soltanto un anno dopo che Puccini vide l'opera per la seconda volta a Firenze che si fece nuovamente allettare dall'idea. A quel punto era sorto tuttavia un problema: Sardou aveva ceduto i diritti del pezzo teatrale ad Alberto Franchetti, un compositore relativamente minore e Luigi Illica ne aveva ormai quasi completamente scritto il libretto; persino lo stesso Verdi aveva onorato quest'iniziativa con la sua approvazione. Quando Ricordi e Illica si proposero di dissuadere Franchetti dal suo progetto, con grande sorpresa il compositore oppose gran poca resistenza e a dire il vero anche lo stesso Sardou sembrava piuttosto ansioso di collaborare con Puccini. La versificazione venne affidata a Giuseppe Giacosa, che inizialmente si era dimostrato contrario al progetto, obiettando che l'argomento presentava troppa trama e dava troppo poco spazio allo sviluppo lirico. In svariate occasioni minacciò di ritirarsi dalla loro collaborazione, ma alla fine non lo fece: verso l'inizio del 1898 Puccini aveva l'intero libretto nelle sue mani ed era finalmente nelle condizioni di iniziare a lavorare al primo atto.

Con l'intento di inserire nella sua musica dell'autentico colore locale, Puccini si recò appositamente a Roma per ascoltare di persona l'effetto delle campane mattutine dai bastioni di Castel Sant'Angelo (per l'introduzione del terzo atto) e per assicurarsi l'assistenza di un prete che potesse metterlo al corrente di tutti i dettagli sulla liturgia per il Te Deum che chiude il primo atto. Il poeta romano e bibliotecario Luigi Zanazzo compose i versi della lirica pastorale cantata da un pastorello all'inizio del terzo atto. Puccini apportò alcune modifiche al libretto prima di completarlo nel 1899: rifiutò per esempio che un'aria venisse cantata da Cavaradossi nel secondo atto e insistette nel scegliere un lamento d'amore angustiato costruito attorno alle parole 'Muoio disperato' da far cantare al pittore mentre attende la sua esecuzione. Dopo molte discussioni con i suoi librettisti, come sempre Puccini riuscì a fare di testa sua.



67 Mostra del Cinema di Venezia

 
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